Due giorni in Slovenia (II tappa): i castelli

Ci eravamo lasciati alle grotte di Postumia (vedi qui), ci ritroviamo lo stesso pomeriggio 10 km più in là, all’ingresso del castello di Predjama. Il colpo d’occhio è proprio quello della foto di apertura: ci accoglie un imponente castello costruito a ridosso della roccia carsica, sopra uno strapiombo alto più di 100 metri, e l’impressione è quella di una fortezza inespugnabile, esattamente come racconta la leggenda legata al suo più celebre abitante, Erasmo.

La leggenda narra che il cavaliere resistette a più di un anno d’assedio da parte dell’imperatore, che lo accusava di ruberie, riuscendo a procurarsi il cibo dall’esterno, grazie alle uscite segrete nascoste nelle rocce retrostanti il castello. Si racconta addirittura che Erasmo abbia lanciato cibo agli assedianti, prendendosi gioco di loro, che anziché immaginare l’uscita nascosta, associavano il cibo a poteri magici del nemico… fino a che non fu tradito da un servo, che rivelò l’unico lato debole del castello.

[attenzione spoiler]

L’intero castello è costruito con mura spesse circa 160 cm, che le palle di cannone non sarebbero riuscite a trapassare, tranne una stanza, la toilette, dotata di una finestra rivolta verso gli assedianti. Il servo meschino concordò con il nemico che avrebbe acceso una candela per segnalare la presenza di Erasmo in tale luogo… e fu così che il pover’uomo finì la sua vita colpito a morte proprio mentre stava facendo la cacca! Mi scuso per lo spoiler, ma non resistevo a non raccontarvi quella che è una delle leggende più divertenti che io abbia mai sentito!

Il castello è stato ristrutturato in anni recenti (quindi se siete stati più di 8 anni fa, vale la pena ritornare!), sono state ricreate alcune delle stanze originali, come ad esempio l’armeria, la chiesa, la camera da letto principale. Inoltre è disponibile un’audioguida davvero esaustiva, che vi trasporterà attraverso le varie stanze, situate su più piani. Vi perderete a visitarlo, e ne vale davvero la pena!

Uscendo, non dimenticate di passare alla chiesa Žalostne Matere Božje (dell’addolorata) e alla quercia di Erasmo: si narra che qui sia stato seppellito il cavaliere e che la quercia sia stata piantata dalla fidanzata in lutto.

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La vista dall’esterno
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La vista dall’interno

 

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La feritoia da cui gettare olio bollente sui nemici
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La sala da pranzo

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La camera da letto principale
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La cappella
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La sala delle udienze
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L’ingresso alle grotte sotterranee
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Il torrente Lokva

Terminata la visita al castello, è il momento di scoprire il nostro alloggio per la notte, situato in una frazione di Postumia, Prestrane, a circa 6 km dal centro del paese. Si tratta di una stanza quadrupla composta da un letto matrimoniale e un letto a castello con bagno privato prenotata tramite booking (Guest House Ana.k), gestita da un signore davvero gentile, che parla piuttosto bene l’italiano, e ci mette subito a nostro agio offrendo del succo ai ragazzi e un ottimo liquore di mirtilli fatto in casa a noi adulti.

Abbiamo chiesto a lui anche dove cenare e, organizzatissimo, ci ha fornito una cartina del paese, indicandoci i ristoranti più buoni: noi abbiamo scelto il ristorante pizzeria Minutka, in centro a Postumia, e siamo rimasti soddisfatti; ma anche nel ristorante del piccolo aeroporto turistico di Prestrane c’era parecchia gente, solitamente indice di buon cibo. I ragazzi, come al solito, hanno scelto la pizza… e hanno pure detto che era buona! Ma loro sono un po’ monotematici: alla terza sera di seguito che tentavano di ordinare pizza, li ho finalmente convinti a cambiare, scegliendo qualcosa di locale. Per gli adulti invece si consiglia la birra (il prezzo è molto conveniente, mentre il vino è più caro rispetto all’Italia) e di fidarsi dei piatti locali, solo se proprio non sopportate aglio e cipolla vi conviene chiedere, perché li mettono praticamente ovunque sia in Slovenia, sia in Croazia. Per cena abbiamo mediamente speso sui 40 euro in quattro prendendo un piatto unico a testa.

Dopo cena ci siamo concessi una passeggiata digestiva in centro, i ragazzi hanno subito individuato un campetto e si sono uniti al gruppetto che già giocava a pallaguerra: è facile fare amicizia quando c’è di mezzo un pallone! E’ bello vedere che si sforzano di comunicare in inglese, però mi pare che all’estero lo studino meglio rispetto alle nostre scuole, qualcun’altro ha avuto questa impressione?

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L’immancabile momento relax
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Il mio piatto
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Scorcio di Postumia
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La Chiesa

La mattina successiva inizia con la super colazione preparata dal padrone di casa: pane, affettati, formaggio, uova sode, yogurt, cereali… e chi più ne ha più ne metta! Di sicuro la nostra pancia sarebbe stata piena per un bel po’… questo è stato il pensiero iniziale, in realtà la mia pancia deve avere qualche problema di funzionamento, per quanto io mangi la mattina, 2-3 ore dopo avrò di nuovo fame… ma non perdiamoci a parlare di pance, che c’è un nuovo castello da visitare!

Come sottolinea il sito ufficiale del turismo (I feel sLOVEnia), la Slovenia è ricca di castelli, palazzi e fortezze: io finora ne ho visti quattro di quelli elencati, ma ho messo in programma di spuntarli tutti, prima o poi. Il nostro padrone di casa ci ha consigliato il castello di Sneznik (Grad Snežnik in sloveno), a circa 40 km da Postumia: inizia così la parte meno turistica del nostro itinerario, che ci porterà attraverso le campagne e i boschi sloveni, fino quasi al confine con la Croazia. All’arrivo, dopo un viaggio senza intoppi grazie al navigatore, che in tutto il viaggio ci ha fatto solo uno scherzetto di cui vi parlerò più avanti, parcheggiamo in un boschetto e ci dirigiamo a piedi verso il castello, la cui vista si apre magnifica ai nostri occhi. Tra l’altro dev’essere bellissimo venire in inverno, ho visto delle foto meravigliose del castello sotto la neve, però tenete conto che sarà anche freddissimo, infatti questa è la zona della Slovenia che raggiunge le temperature più basse, scendendo tranquillamente sotto lo zero.

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Le prime menzioni del castello risalgono al 1300, quando apparteneva alla famiglia Schneeberg, dopodiché si sono susseguite nella proprietà numerose casate, fino ad arrivare all’acquisto nel 1853 da parte di una nobile famiglia sassone, gli Schönburg-Waldenburg, che ne fece la propria residenza estiva di caccia e gli diede l’aspetto che ha oggi. All’interno, infatti, sono ben conservati gli arredi originali e soprattutto è impossibile non notare la passione per la caccia, dati gli innumerevoli trofei presenti in tutti i piani. E’ possibile accedervi solo tramite visita guidata, quando siamo andati noi ne partiva una all’ora in inglese dalle 10 di mattina: vi consiglio di controllare gli orari prima di andare, non ci saranno problemi di fila, ma la stessa persona che ci ha accolto in biglietteria, ci ha poi accompagnato nella visita, quindi arrivando in orari diversi si trova chiuso e bisogna aspettare che finisca il turno precedente. Per maggiori informazioni ecco il sito ufficiale, disponibile in sloveno e inglese: Sneznik Castle.

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Ecco gli orari
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La barca utilizzata quando il fossato era pieno
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La stube che vorrei nel mio salotto!

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Come dicevo, dite che si nota che era una residenza di caccia?!
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E finalmente un po’ di raffinatezza per le signore 😉

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Uscendo, siamo passati per una mostra che raccoglieva tantissimi lavoretti, risultato dei laboratori svolti al castello da ragazzini di diverse età (direi elementari e medie), ve li mostro perché io li ho adorati! E poi ho pensato: magari me ne portassero così da scuola/centri estivi… e poi non dite che mi lamento sempre della scuola (anche se un po’ è vero, ma credo sia normale aspirare al meglio per i propri figli), questi erano proprio un bell’esempio di creatività!

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Si concludono così i nostri due giorni in Slovenia, risaliamo in macchina e ci dirigiamo verso la Croazia, di cui vi parlerò nel prossimo post!

Presto la terza tappa –> stay tuned!

Anna

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