5 giorni in scooter a Ibiza – giorni 3 e 4

Il terzo giorno ci porta a Sant Antoni de Portmanyla seconda città dell’isola dopo Ibiza, non ho ancora ben capito come si pronuncia, ma ormai è tardi 😉

Per chi fosse arrivato ora, ecco il riassunto delle puntate precedenti:

5 giorni in scooter a Ibiza – giorni 0 e 1

5 giorni in scooter a Ibiza – giorno 2

Parcheggiamo lo scooter in porto e iniziamo la nostra passeggiata alla scoperta della città, in particolare andiamo verso il lungomare dove si trovano i locali più famosi, primo fra tutti il Café del Mar, poi il Mambo e tutti gli altri… sono circa le 11, esattamente l’orario di apertura dei locali, che si presentano in perfetto stato, se non sapessimo che altri hanno fatto festa fino alle 7 del mattino, potremmo scambiarli per delle tranquille caffetterie: non ci sono resti della serata nemmeno sugli scogli sottostanti, che un laborioso cameriere sta addirittura lavando con la canna dell’acqua… non so se ve l’avevo già detto, ma la pulizia e l’organizzazione che vigono sull’isola sono senz’altro uno dei suoi punti di forza! Ci sediamo al Mambo a goderci un po’ d’ombra e il piacevole venticello che si sente solo in lungomare e beviamo il miglior smoothie di tutta l’isola, caro ma perfetto, cercheremo inutilmente delle repliche i giorni successivi.

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Facce da smoothie 😀

Risaliamo in sella, dirigendoci verso sud per raggiungere alcune delle più belle spiagge dell’isola, prima tappa Cala Bassa: un’insenatura tranquilla, con sabbia fine e tanto verde alle spalle, ci sono pure gli scogli, insomma non manca nulla, nemmeno i turisti ovviamente, che arrivano pure via mare, infatti qui fanno sosta i traghetti dei giri turistici. L’altra cosa che non mi è piaciuta è il tratto balneabile molto delimitato, non più di 50 metri dalla costa, sembra di essere in piscina.

Ma la cosa più divertente, o triste, scegliete voi!, si intitola Italiani in vacanza – episodio 1: stavamo passeggiando lato scogli e sentiamo una mamma che dice al figlio ‘Hai fatto pipì? Dai falla!’ ovviamente intende in acqua… come se non ci fossero luoghi più adatti! Io non capisco se si prendano questa libertà perché tanto sono all’estero e pensano che non li conosca nessuno e nessuno capisca cosa dicono… e immagino che non sia stato l’unico a farla quel giorno, ma preferirei non sapere!

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Dopo il bagnetto, la nostra merenda con l’immancabile frutta fresca e si riparte verso le vicinissime Cala Conta e Cala Comte, le vere regine di Ibiza, ovvero le spiagge che più ci sono piaciute! Qui davvero l’acqua mostra dei colori spettacolari e non è male neppure il chiringuito con la sua vista panoramica a 360 gradi. Più difficile è trovare un posto in spiaggia se non si arriva di buon’ora, riusciamo comunque a trovare un posticino ombreggiato dove goderci il pranzo al sacco. Per digerire cosa c’è di meglio di andare alla scoperta di una nuova torre?! Ci dirigiamo in scooter verso Punta de la Torre de Rovira e quando la strada diventa troppo dissestata proseguiamo a piedi, incontriamo dei campeggiatori molto hippy e poche altre persone… salvo scoprire al nostro arrivo che dall’altro lato si arrivava comodamente in auto fin sotto la torre 😉 ma non farei a cambio con la nostra passeggiata!

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Siamo ormai a metà pomeriggio e decidiamo di tornare verso Sant Antoni alla ricerca del luogo ideale da cui goderci il tramonto… e direi che l’abbiamo trovato! Si tratta di un posticino sugli scogli ma di quelli piatti, direi quasi comodi, appena più a sud di Cala Salada, poca gente, atmosfera rilassata, l’irrinunciabile banchetto del mojito, c’è pure la zona massaggi, un mare splendido, infatti non vediamo l’ora di tuffarci e facciamo uno, due, tre bagni… ho perso il conto!

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La sera finalmente ci ricordiamo di consultare Tripdavisor prima di uscire dall’hotel (vi avevo detto dei miei problemi di connessione?!) e così scoviamo un bar/ristorante carinissimo, il Sa Vida – è attualmente il numero 1 a Ibiza dalle recensioni… ci siamo accomodati lato bar e abbiamo preso un litro di sangria e degli sfiziosissimi paninetti, in pratica abbiamo fatto un’apericena, ma anche i piatti del ristorante erano invitanti e i prezzi onesti: insomma, consigliato! Dopodiché, immancabile, la passeggiata in porto e la classica scelta della barca preferita… come se potessimo permettercele! Però belle son belle 🙂

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Giorno 4

Inizia l’esplorazione della parte più settentrionale: imbocchiamo la strada che porta a Sant’Eulalia del Rio, dove ci fermiamo per fare due passi, attirati da uno dei famosi mercatini hippie di Ibiza, che poi non sono altro che bancarelle come quelle che si trovano al mare da noi, che vendono bigiotteria varia, sciarpe, abitini estivi, borse, cartoline, insomma di tutto un po’ ma con un nome più invitante! Scovo un paio di sandali niente male, poi proseguiamo la passeggiata verso il lungomare alla ricerca di un bar che ci offra uno smoothie all’altezza di quello del Mango… ma come vi avevo anticipato, niente da fare, anzi cadiamo proprio male: ci viene servito del ghiaccio al gusto di frutta tropicale… ma passiamo oltre, siamo agli Italiani in vacanza – episodio 2: abbiamo appena parcheggiato e stiamo ancora togliendo i caschi, quando ci sentiamo chiedere ‘Scusates dove avete compratos l’agua?‘; la mia risposta: ‘Siete italiani vero?!‘… questa storia che basta aggiungere la s per farvi capire è una bufala! Serve solo a far capire che siete italiani! 😀

Una cosa bellissima che ho visto su questa spiaggia e pure a Platia d’en Bossa è la zona riservata a passeggini, sedie rotelle, chiunque abbia difficoltà motorie, in sostanza una piattaforma dedicata, collegata alla strada da una passerella, ombreggiata, con sedute. Ve la mostro qui sotto:

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La prova che ci fermavamo a prendere la frutta tutti i giorni (anche se questa è verdura, ma molto fotogenica!)

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La nostra seconda tappa è alla spiaggia di Aigues Blanches, carina e affollatissima, diciamo che la difficoltà sta principalmente nel fatto che su quest’isola le spiagge sono lunghe, ma molto strette, quindi lo spazio è sempre troppo poco! Appoggiamo lo zaino sulle rocce che fanno da sfondo a questa insenatura (la spiaggia è così stretta che se stendi l’asciugamano rischi che le onde lo raggiungano) e ci buttiamo per un bagno, raggiungendo uno degli scogli di fronte, dell’altezza giusta per un bel tuffo. Poi ci rimettiamo in sella, il paesaggio al nord è verdissimo, una meraviglia, per la prossima volta vorrei alloggiare in una delle tipiche fincas, la pace che si respira in questa zona è incredibile! Proseguiamo direzione Cala d’En Serra: finalmente possiamo dire di aver trovato una caletta isolata, ma dotata di chiringuito dove pranziamo con dei bocadillos strepitosi e l’immancabile birra media.

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Aigues Blanches e gli scogli per i tuffi

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Cala d’en Serra

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Per stasera niente tramonto sul mare… è la nostra serata dedicata alla discoteca: pur non essendo dei grandi amanti (o meglio non più) ci sembrava doveroso avere almeno un assaggio del divertimento tipico ibizegno, quindi ci siamo fatti consigliare in hotel su una serata adatta al nostro target: ad esempio io avevo in mente il Pacha, in quanto è il locale più famoso, però ha una clientela molto giovane, ci è stato consigliato invece il Destino, praticamente il luogo per l’aperitivo/cena in attesa dell’apertura del Pacha! La location è spettacolare, si tratta di un boutique hotel direttamente sulla spiaggia, riservata però ai soli ospiti dell’hotel, mentre per chi entra in serata la zona agibile arriva fino a bordo piscina. Ho dato un’occhiata ai prezzi… ma una notte costa quasi come cinque nel nostro discreto hotel; però mai disperare: fuori stagione potrebbe diventare appetibile! Prezzo per la serata: 50 euro d’ingresso in prevendita più 20 per un drink, ovviamente a persona!

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Usciamo verso le 23 con un certo languorino, siamo ampiamente in orario per cena, scegliamo un po’ a occhio, ma rimaniamo soddisfatti della Taberna el Gallego, è un posto tranquillo, i piatti costano sui 10 euro, io prendo un polpo molto saporito, Stefano di nuovo paella, ebbene sì è un po’ in fissa… anche se non siamo riusciti a trovarla buona come quella volta ad Alicante [per inciso, stiamo parlando di circa 10 anni fa… chissà se era davvero così buona o se l’hanno migliorata i ricordi 😉 ]

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Durante la nostra ormai consueta passeggiata digestiva conosciamo Estrella, una commessa che si è trasferita qui dalla Galizia, ci ha raccontato del paesino che ha lasciato e di come il clima di Ibiza la faccia stare bene, tanto che non ha più dovuto prendere le pastiglie per il cuore… miracles happens in Ibiza! Da lei acquisto anche una bellissima borsa in pelle: non si può tornare da una vacanza senza almeno un ricordino!

Grazie per aver letto sino a qui! Spero che il mio racconto ti sia piaciuto e se vuoi dimostrarmelo lascia un mi piace, un commento, condivilo pure tramite i canali social!

Alla prossima puntata!

Anna

4 Comments

    1. Quest’isola torna spesso nei nostri discorsi, non è stato amore a prima vista, ma alla fine ci è rimasta nel cuore!

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