Luserna (TN): sui passi della Grande Guerra

In una precedente escursione (di cui vi ho raccontato qui) ci avevano consigliato di fare il sentiero dell’orso, un itinerario storico naturalistico che parte da Luserna (TN). Alla prima domenica libera – principalmente da partite di calcio – siamo riusciti a fiondarci in montagna e dopo l’immancabile colazione al nostro bar di fiducia, ci siamo lasciati alle spalle l’altopiano di Asiago e siamo saliti fino a passo Vezzena, per poi proseguire verso questo paesino, che può vantare una vallata tutta per sé e una splendida vista sulle montagne.

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L’aria è pungente a 1.300 m.s.l., per fortuna siamo ben coperti (ci mancavano solo i guanti) e soprattutto non vediamo l’ora di sentire sotto i piedi quella che per noi è la prima neve di questo inverno! Nel video prossimamente su YouTube potrete gustarne anche il rumore sotto i piedi 😀

Ci fermiamo davanti al cartellone che illustra gli itinerari possibili e scegliamo il secondo dei quattro itinerari tematici che si snodano sulle montagne qui attorno:

  1. Sentiero sulle tracce dell’orso
  2. Sentiero emozionale sui passi della Grande Guerra
  3. Sentiero cimbro dell’immaginario
  4. Sentiero della primavera

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La scelta si basa sulla passione di Patrick per la storia, che noi ben volentieri assecondiamo e sulla durata: il sentiero dell’orso che inizialmente ci era stato consigliato è più lungo e decidiamo di riservarlo a una più calda giornata primaverile! Per esagerare poi a primavera inoltrata abbiamo adocchiato un itinerario ancora più lungo che da Luserna porta sino a Levico Terme: già pregustiamo la passeggiata, l’arrivo a Levico comprensivo di pit-stop alle terme e il rientro il giorno successivo!

Ma torniamo alla passeggiata di oggi, per la quale saremo accompagnati lungo tutto il percorso da vari personaggi: sono le statue dei paesani dell’epoca, che vi narreranno ciò che in prima persona hanno vissuto a Luserna dagli anni della costruzione del forte in previsione della Prima Guerra Mondiale sino agli anni della ricostruzione.

Incontriamo Emma, una ragazzina che nel 1908 sbriciolava le pietre per fare il calcestruzzo, in sostituzione della sabbia che non era disponibile in zona; poi vediamo Albert, Maria e Dusolina e poco più avanti Max che stanno fuggendo dall’incendio che distrusse molte case del paese nel 1911. Conosciamo anche alcuni dei lavoratori che parteciparono alla costruzione del forte, come il muratore Hans e lo scalpellino Abramo e poi man mano il prete, la spia Anton che fu imprigionata dai nemici, Noé il contrabbandiere… questo percorso ci regala davvero un salto indietro nel tempo, sino ad arrivare al Forte Campo Luserna.

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Emma, la ragazzina che sbriciolava le pietre per il calcestruzzo

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Albert, Maria e Dusolina fuggono dall’incendio che distrusse 58 case in paese (1911)

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Anton, imprigionato mentre spiava il nemico (1915)

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Come abbiamo appreso lungo la strada, il forte fu costruito tra il 1908 e il 1912 e faceva parte del sistema di fortificazioni austriache lungo il confine italiano. Veniva chiamato anche Padre Eterno per la sua sicurezza, ma nel maggio del 1915 fu oggetto di pesanti bombardamenti, tanto che il 28 maggio 1915, dopo tre giorni in cui nessuno dormiva né si riusciva a comunicare con l’esterno, il comandante Nebesar fece issare la bandiera bianca. La resa in realtà durò poche ore, poi con l’aiuto di due forti vicini (Belvedere e Verle) si riuscì a respingere l’assalto.

Il forte Campo Luserna è stato oggetto di recente (nel 2014) di un restauro conservativo, è stata costruita una cupola in acciaio al fine di preservare i resti dalle intemperie. L’interno è attualmente visitabile, meglio se dotati di una pila, in quanto ci sono dei passaggi interamente al buio.

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Prima di riprendere la passeggiata, ci rifocilliamo, preparandoci alla discesa con un bel panino, per poi proseguire verso gli avamposti Oberwiesen e Viaz e rientrare infine a Luserna. Continuano ad accompagnarci nel nostro itinerario anche le statue, che oltre a rappresentare delle testimonianze davvero interessanti, rendono molto facile da seguire la strada anche in inverno, quando la neve nasconde un po’ il sentiero.

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Per riassumere il nostro giro, ecco l’itinerario in breve:

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Grazie per aver letto sino a qui! Spero che il mio racconto ti sia piaciuto e se vuoi dimostrarmelo lascia un mi piace, un commento, condivilo pure tramite i canali social!

Alla prossima avventura!

Anna

14 Comments

    1. Allora col caldo ti chiederò qualche consiglio! Noi non andiamo molto più in alto neanche in estate, ma ci piacerebbe iniziare a fare qualche passeggiata più impegnativa!

    1. Ci sono tantissime passeggiate in questa zona, davvero l’imbarazzo della scelta! E il prossimo articolo sarà una panoramica di tutte le attività che si possono fare 😁

    1. In Altopiano ci sono moltissimi luoghi interessanti!! E ancora meglio è andare con le guide dell’altopiano, sono preparatissimi 😁

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