Forte Corbin

forte Corbin prima guerra mondiale

Passeggiata sui luoghi della Grande Guerra

Non c’è niente da fare, per me autunno significa passeggiate (e duro lavoro, quindi purtroppo per i viaggi lunghi ci aggiorniamo più avanti!) mi godo le montagne e tutto ciò che è raggiungibile in giornata da casa mia, come l’Altopiano di Asiago o dei 7 Comuni: da quando le guide ci hanno spiegato che questo è il modo più corretto di chiamarlo, mi sono fissata 😉

Oggi vi propongo una passeggiata sui luoghi della Grande Guerra: potete parcheggiare vicino alla Chiesa di Tresché Conca e proseguire a piedi per circa cinque chilometri di strada per lo più asfaltata in mezzo ai boschi, fattibile anche con i passeggini o eventualmente in auto per chi non può camminare. Non fidatevi di Google Maps che dice che non si può fare in auto 😉

L’itinerario in breve

Come raggiungere Forte Corbin: link mappa

  • passeggiata di 5 km a piedi, durata circa 1 ora, strada asfaltata, a tratti di sassi, saliscendi dolce
  • raggiungibile in auto in circa 15 minuti dalla chiesa che ho considerato come partenza

Orari di apertura:

  • nei mesi di luglio-agosto: tutti i giorni 10-18
  • nei mesi di aprile-giugno, settembre-novembre: sabato, domenica e festivi 10-18
  • possibilità di apertura su prenotazione per comitive

Biglietti: 5 euro gli adulti, 3 euro il ridotto

Ristoro: possibilità di picnic nel parco o bar con piatti caldi

Contatti: www.fortecorbin.it

La nostra esperienza

Ci siamo avventurati tutti e quattro più Rock una domenica di fine estate, il meteo non chiamava esattamente sole, ma avevamo troppa voglia di una passeggiata in montagna prima di ricominciare con scuola, sport, lavoro.. insomma il solito tran tran! Abbigliamento: la strada è percorribile tranquillamente con le scarpe da ginnastica, non sono necessari scarponcini da montagna o altra attrezzatura; noi indossavamo un completo corto più felpa ed eravamo ovviamente sprovvisti di k-way: sistematicamente dimentico a casa qualcosa quando andiamo in montagna! Certo che se dei tre maschi uno mi desse una mano… ma questo è un luogo comune 😉

Avevamo però gli zaini pieni di viveri, il che è già qualcosa!

La passeggiata

Prima tappa: Fonte degli elfi – una fontana di recente costruzione proprio vicino alla chiesa e al parcheggio dove vi consigliavo di lasciare l’auto. La fontana richiama le leggende cimbre relative a maghi, folletti ed elfi, molto comuni nell’altopiano. Il luogo è anche un suggestivo balcone panoramico sulla val d’Assa e l’alta Valdastico. Per leggere qualcosa in più su questi luoghi vi consiglio di dare un’occhiata a Magico Veneto.

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Procediamo godendoci i paesaggi mozzafiato che la vista sulla valle dell’Astico offre, fino ad arrivare all’ingresso di Forte Corbin, la seconda tappa!

La storia del forte Corbin

Si tratta di una fortezza militare costruita in previsione della prima guerra mondiale, quando divenne parte della linea difensiva italiana sulle Prealpi Vicentine. Il forte fu progettato per essere una delle fortificazioni più potenti dell’Altopiano, ma in realtà il suo ruolo nel conflitto fu marginale: dopo pochi mesi dall’inizio della guerra, infatti, così come tutte le altre fortezze della zona, fu privato dei cannoni e si trovò ad essere estremamente debole e inefficace. Durante la Strafexpedition del 1916 fu occupato dall’esercito austroungarico e solo alla fine della spedizione punitiva tornò a essere italiano, ma sia per i danni che presentava sia per lo spostamento del conflitto in altre zone dell’Altopiano, servì principalmente come punto di osservazione.

Finita la guerra, fu utilizzato per qualche anno dall’esercito come caserma per addestramenti, per poi essere abbandonato verso la fine degli anni Venti, quando lo stato autorizzò l’asportazione delle sei cupole di acciaio poste sul tetto della batteria lasciandolo a cielo aperto e senza sorveglianza. In questo periodo subì i danni peggiori, a causa delle incursioni dei recuperanti, finché lo Stato non lo mise in vendita. Fu così che nel 1942 il forte fu acquistato da Emilio Panozzo, contadino di Treschè Conca, e diventò proprietà privata. I primi lavori di recupero iniziarono negli anni Ottanta, realizzati dal figlio Severino, che si dedicò per decenni al restauro del forte, rimuovendo le macerie, liberando la zona dalla vegetazione infestante, ricostruendo parti distrutte e mettendo in sicurezza la fortezza affinché fosse visitabile. Divenne dunque a partire dagli anni Novanta un museo a cielo aperto ed è tuttora gestito dalla famiglia Panozzo.

E qui sta la bella sorpresa che ho trovato quando mi sono presentata alla cassa per acquistare i biglietti d’ingresso: famiglia Panozzo significa la mia amica Ilaria, compagna di lunghe chiacchierate in attesa dell’autobus per tutti e cinque gli anni delle superiori! Ma evidentemente non avevamo mai parlato delle rispettive proprietà 😉 Com’è piccolo il mondo e che gioia averti ritrovato!

Il rientro

Il cielo si fa sempre più scuro, mentre noi iniziamo la visita al forte seguendo i cartelli numerati, che illustrano i tratti salienti delle vicende accadute in questo luogo, facendoci tornare indietro nel tempo di un centinaio d’anni, mentre immaginiamo come doveva essere la vita lì per un soldato… facciamo giusto a tempo a entrare nella fortificazione che inizia a piovere, anzi a grandinare!

Continuiamo la visita al coperto, sempre sperando si tratti di un acquazzone estivo di quelli rapidi, approfittiamo anche per la pausa pic-nic, ma la pioggia non si placa. Finita la visita del forte, torniamo dunque di corsa verso l’edificio posto all’ingresso, che ora funge da museo e punto di ristoro. Ci riscaldiamo con un bel tè caldo e procediamo alla scoperta dei reperti originali che hanno trovato posto nel museo, assieme ai documenti recuperati grazie ad alcune donazioni. In una giornata così, abbiamo avuto il forte tutto per noi, che fascino!!!

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Passano le ore, ma il meteo non accenna a migliorare… i ragazzi ci guardano e col cavolo che tornano a piedi sotto l’acqua! Decidiamo di partire io, Stefano e Rock, di corsa per i primi 500 metri, a farla grossa! Sono rimasta subito senza fiato! Per fortuna non è ancora particolarmente freddo, ci divertiamo come dei pazzi a tornare sotto l’acqua verso l’auto, ma devo ammettere che all’arrivo sognavo solo un bagno caldo! Torniamo a recuperare i ragazzi, loro erano tranquilli, han fatto pure a tempo a fare amicizia con le figlie di Ilaria e si rientra alla base!

Grazie per aver letto sino a qui! Spero che il mio racconto ti sia piaciuto e se vuoi dimostrarmelo lascia un mi piace, un commento, condivilo pure tramite i canali social!

Alla prossima avventura!

Anna

 

 

 

 

 

 

2 Risposte a “Forte Corbin”

  1. Silvia - Appunti in Valigia dice: Rispondi

    Molto bello questo itinerario! Lo terrò presente se sarò da quelle parti.

    1. Io adoro l’altopiano! Ci sono mille passeggiate da fare e se ti piace pure la storia, questo è uno dei forti meglio conservati!

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