Villa Galvagna e altre 3 cose da non perdere a Oderzo

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Spesso ci dimentichiamo, o neppure conosciamo, i tesori che custodiscono le nostre regioni. Con Stefano tante volte ci diciamo:

Abbiamo voglia di andare lontano, ma una vita ci basterà per esplorare la nostra bellissima Italia?!

La miglior soluzione, come sempre, sta nell’equilibrio: scopriamo l’Italia un weekend alla volta, voliamo lontano non appena il tempo ce lo permette!

Così una domenica di fine luglio ci siamo ritrovati a Oderzo, ospiti del Wedding Day organizzato da Villa Galvagna Giol, pronti a scoprire tutti i servizi e le location che la villa può offrire. Ma anche pronti a scoprire meglio il circondario, grazie alla gita pomeridiana

Villa Galvagna Giol, location perfetta per matrimoni ed eventi

Di Villa Galvagna colpisce l’ampia facciata neogotica, una scenografia quasi teatrale, che vuole ricordare un castello antico. Lo stile neogotico imita l’antico: si aggiungono finte rovine, torri di difesa sopra a balconi romantici dai quali potrebbe affacciarsi Raperonzolo… Completano il quadretto romantico l’affaccio sul lago, l’angolo delle ninfee, i rami dei grandi alberi secolari che scendono a sfiorare l’acqua.

Villa Galvagna è il posto giusto per vivere la propria favola

Il grande parco secolare è stato disegnato da Francesco Bagnara, architetto di giardini ma anche scenografo ufficiale della Fenice di Venezia.

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La storia

Tra i personaggi più noti ospiti di Villa Galvagna si ricordano a fine Ottocento la regina Natalia di Serbia, amica della baronessa Galvagna, con la sua dama di compagnia, Draga Mascin. Quest’ultima, diventerà poi a sua volta regina di Serbia, sposando il figlio di Natalia, Alessandro, nonostante le umili origini e le opposizioni subite.

Si narra che passò di qui anche il figlio illegittimo di Balzac, oggi sepolto nel cimitero di Oderzo.

Villa Galvagna Giol oggi

Divenuta di proprietà dei signori Giol nel Novecento, la villa cadde in uno stato di degrado a causa degli eventi bellici e solo sul finire del secolo è tornata all’attuale bellezza, grazie a un sapiente restauro.

Attualmente la famiglia Giol vive in una parte dell’antica villa, mentre le restanti sale, insieme alla più rustica Barchessa, sono a disposizione del pubblico.

Wedding day: un’occasione per scoprire tutti i servizi offerti

In occasione del wedding day, abbiamo esplorato la villa e il suo parco con la guida del professor De Feo di Ca’ Foscari. La giornata uggiosa ci ha fatto apprezzare anche le location al coperto, come la sala principale della villa, spesso utilizzata per le cerimonie civili, e la Barchessa, dove il catering Bon Appetit ha allestito il pranzo per le circa 80 coppie presenti all’evento, coadiuvato da Ivan di Fioreria Impero, per gli allestimenti floreali.

Se volete organizzare un evento in villa, date un’occhiata al sito ufficiale: Villa Galvagna – Location eventi in Veneto.

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Laboratorio floreale con Ivan

Cosa vedere a Oderzo

Nel pomeriggio ci siamo spostati verso il centro di questa cittadina trevigiana, per visitare il museo civico, la pinacoteca dedicata ad Alberto Martini e gli antichi resti romani. Tutti e tre sono gestiti dalla fondazione Oderzo Cultura, una fondazione privata a partecipazione pubblica.

La pinacoteca Alberto Martini

L’artista, nato a Oderzo nel 1876, è il padre indiscusso del bianco e nero. Curiosità: uno dei suoi quadri più grandi, un autoritratto dipinto a china nel 1911, è nel guinness dei primati come quadro dove è stata usata la maggior quantità di china. Si tratta di un’opera di corrente simbolista, dove Martini si ritrae come protagonista di una rappresentazione teatrale. E’ bello vedere sulla parete opposta della sala, la bozza dell’opera, che sembra essere il suo negativo, per l’ampio spazio lasciato al bianco nelle figure, che vengono solo tratteggiate.

Artista poliedrico, fu anche un grande illustratore. Sono note le sue tavole della Divina Commedia, ma illustrò anche Pinocchio di Collodi e i racconti di Edgar Allan Poe, riuscendo a rappresentare su un’unica tavola il senso di un intero racconto. Il suo senso del macabro, invece, si esprime al meglio nella collezione La danza macabra, una serie di litografie colorate, dedicate ai soldati in trincea, come incitamento a combattere il nemico.

La collezione del museo è molto ricca e variegata, siamo stati guidati da una bravissima guida alla scoperta dell’artista – ammetto che prima non lo conoscevo – e ha saputo appassionarmi.

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Davanti le serigrafie, al muro opere più colorate di Alberto Martini

Il museo civico di Oderzo

Abbiamo scoperto che fu il primo museo civico in Italia, fondato nel 1881. Ospita reperti archeologici rinvenuti principalmente in zona, che testimoniano l’importanza di Opitergium in epoca antica e romana.

Il percorso inizia al piano superiore, dove è collocata la collezione preromana, con reperti risalenti sino all’epoca preistorica. Molto interessante poi è l’ampia collezione di anfore romane, rinvenute durante gli scavi in città. Al piano terra continua la sezione romana, con una serie di stele funebri e alcuni mosaici ben conservati. Inoltre sono qui conservati anche gli oggetti di uso quotidiano rinvenuti nell’area archeologica.

Il museo e la pinacoteca si possono visitare venerdì, sabato e domenica dalle 14 alle 19, negli altri giorni della settimana su prenotazione. Il biglietto di ingresso costa 6 euro per gli adulti, 4 euro il ridotto, 15 euro il biglietto famiglia, 10 euro per l’apertura su prenotazione e comprende la visita guidata.

Gli scavi archeologici

Negli anni Ottanta, durante i lavori di scavo per le fondazioni di alcuni edifici in centro città, furono rinvenuti degli importanti reperti di epoca romana. L’area archeologica portata alla luce comprende i resti del foro romano, della basilica e di una casa privata, tutti di età Augustea. Dall’esterno si possono osservare i resti della casa privata, di cui rimane traccia dei muri perimetrali. Con la nostra guida siamo poi scesi all’altezza dei garage per ammirare il foro e la basilica.

Abbiamo davvero scoperto un gioiellino a pochi passi da casa e ringraziamo la nostra guida per l’appassionante racconto!

Grazie anche al team Yallers, a Francesca che ha organizzato l’evento, ad Alvaro per la foto di copertina, a Sylvie con cui è in arrivo una bella collaborazione… a presto per gli sviluppi!

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5 risposte a “Villa Galvagna e altre 3 cose da non perdere a Oderzo”

  1. L’organizzazione degli eventi è il mio principale lavoro (bisogna pur mangiare…). Non conosco questa location, ma mi piace moltissimo. Farò un giro da quelle parti!

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Direi che è anche un bel lavoro di cui campare 😉

      1. A volte. Altre è davvero stressante: una specie di ufficio sinistri!

  2. Una location molto bella, molto romantica e ricca di scorci stupendi… perfetta per eventi speciali!

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Sì, mi piacciono i luoghi che hanno una storia da raccontare!

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